Signora Ewa Dąbrowska

Manca veramente poco al nostro rientro in Italia ed il tempo è volato veramente in fretta. Oggi è toccato fare volontariato a me e Martina. Siamo stati dalla signora Ewa, una donna che ha vissuto in Italia, a cui ci siamo affezionate veramente tanto in 2 ore. La casa non è né piccola, né grande ma la cosa che salta subito all’occhio è la numerosa presenza di quadri e souvenirs. La signora ha all’incirca 90 anni, vive da sola ed è una donna proveniente da una famiglia nobile definendosi “principessa” (che onore parlarle!) e mostrandoci lo stemma della sua famiglia; persino l’inno polacco è stato scritto da un suo familiare. Nacque nella parte orientale della Polonia e dalla seconda guerra mondiale, la sua famiglia ebbe un grande problema: la Polonia venne divisa e le terre possedute dalla sua famiglia passarono all’Ucraina. Si trasferirono quindi nella città di Zakopane. Durante la seconda guerra mondiale, la Polonia fu invasa dalla Germania e a 14 anni dovette lavorare nelle fabbriche tra rumori e sporcizia, 8 ore al giorno con un basso salario. Dopo la guerra, studiò e sostenne molti esami di maturità facendo la scuola di tessuti. Il suo essere nobile fu dimenticato da tutti e trovò molte difficoltà a studiare. Nonostante tutto, riuscì lo stesso a laurearsi per 3 anni in Ingegneria, 5 anni di Psicologia e Pedagogia a Varsavia e ottenne il dottorato in scienze umane. Il Governo italiano le concesse una borsa di studio dove studiò lingue e letteratura italiana a Urbino. Viaggiò per tutta l’Europa e in Sudafrica ed esercitò il mestiere di professoressa di Scienze Umane all’università di Katowice, facendo laureare molti ragazzi.
Abbandonata la professione di professoressa, dedicò parte della sua vita ai libri, cercando molti articoli negli archivi. Scrisse molti libri e ce ne mostrò alcuni sulla psicologia e pedagogia.
E’ una donna incredibile, a 90 anni riesce ancora a parlare benissimo l’italiano, il polacco, l’inglese, il russo e il tedesco (antico e nuovo).
E’ una signora dolcissima che ci accolte in casa come se fossimo parte della sua famiglia, è stata capace a metterci a nostro agio, ci siamo trovate benissimo e non credevamo di stare cosi bene. Inizialmente avevamo un pò paura perché era una persona estranea, ma nell’arco di pochi minuti, abbiamo preso subito confidenza e abbiamo parlato tranquillamente in italiano tutto il tempo. Voleva chiacchierare tanto, infatti ci chiedeva continuamente di farla domande sulla sua vita. Alla fine si era messa a piangere e ci ha pregate di ritornare perché voleva rivederci.
E’ stata una delle cose più belle che abbiamo fatto fino adesso che ci ha spinto a riflettere su quanto sia soddisfacente aiutare le persone anziane più bisognose. Come sempre, impariamo cose nuove in questo mese di soggiorno in Polonia.

Ericka Magnaye & Martina Marasco

In few days we’ll return back to Italy and time flies really fast. Today it was my and Martina’s turn to go to volunteering. We went to mrs. Ewa’s flat, a woman who has lived in Italy, to which we cherished very much in 2 hours. The flat is neither small, nor big but the thing that caught my attention were the numerous pictures and souvenirs from all over the world. The lady is about 90 years old, she lives alone and she is a woman from a noble family calling himself “princess” (it was an honor talking to her!) and showing the coat of arms of her family; even the Polish anthem was written by her relative She was born in eastern Poland and after the Second World War, her family had a big problem: Poland was divided and the lands owned by his family went to Ukraine. They then moved to the city of Zakopane. During the II World War , Poland was invaded by Germany and at the age of 14, she had to work in factories between noise and dirt, 8 hours a day with a low salary. After the war, he studied and supported many final exams by the textile’s school. Her being noble was forgotten by everyone and she found many difficulties to study. Despite everything, she still managed to graduate in Engineering for three years, five years of Psychology and Pedagogy in Warsaw and she obtained a doctorate in Human Sciences. The Italian government granted her a scholarship where she studied languages ​​and Italian literature at Urbino. She traveled throughout Europe and South Africa and she exerted the profession of professor of Human Sciences at the University of Katowice, making many people graduate.
Left the teacher profession, she dedicated most of her life to books, searching many articles in the archives. She wrote many books and she showed to us some books of psychology and pedagogy.
She’s an incredible woman, 90 years and she can still speak very well Italian, Polish, English, Russian and German (old and new).
She’s a very sweet lady who welcomed us into her house as we were part of her family, she had been able to put us at ease, we had a great time and initially we did not think of feeling well. Initially we were a little bit afraid because she was a stranger for us, but within a few minutes, we took immediately confidence and fluently talked in Italian all the time. She wanted to talk much, in fact she asked us constantly to make her questions about her life. Eventually she started to cry and prayed us to return in these days because she wanted to meet us again.
This experience is one of the best things we have done in our lives because it has prompted us to reflect on how is satisfactory helping the most needy elderly. As always, we learnt new things in this 1 month in Poland.

Ericka Magnaye & Martina Marasco

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Le favole del telefono di Gianni Rodari tradotto in polacco dalla signora Ewa.
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Alcuni libri scritti dalla signora.
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Ericka e Martina con la signora.
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La signora Ewa Dąbrowska
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Lo stemma della famiglia Dąbrowska.
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